
Introduzione
In un’epoca caratterizzata da ipercomunicazione, saturazione mediatica e crescente sfiducia nei confronti dei messaggi promozionali, la capacità di un brand di distinguersi risiede non solo nella qualità dei propri prodotti, ma anche nella coerenza e nell’autenticità della comunicazione.
Il caso di Brunello Cucinelli è un racconto valoriale, un esempio di comunicazione pubblicitaria che supera le logiche tradizionali della mera promozione. La pubblicità si trasforma in uno strumento di espressione della filosofia d’impresa, rendendo il proprio advertising parte integrante di un progetto umanistico, etico e culturale.
L’advertising
La pubblicità, citando Kotler e Keller, può essere definita come «ogni forma pagata di presentazione e promozione non personale di idee, beni o servizi da parte di uno sponsor identificabile». Non si tratta, dunque, solo di uno strumento per vendere, ma di un dispositivo comunicativo complesso che mira a modellare percezioni, rafforzare identità di marca, promuovere atteggiamenti e comportamenti. La comunicazione pubblicitaria resta uno strumento decisivo per stimolare il consumo e orientare le scelte di acquisto, ma anche per contribuire alla costruzione di un immaginario collettivo e di un rapporto valoriale tra brand e comunità.
Emerge con forza la necessità di elaborare strategie pubblicitarie non invasive, coerenti e autentiche, che sappiano parlare al consumatore in quanto persona, ovvero soggetto dotato di un sistema complesso di bisogni materiali e spirituali.
Tra le molteplici funzioni della pubblicità alcune sono intrinseche ed evidenti. La pubblicità deve informare, ovvero rendere edotto il pubblico dell’esistenza di un prodotto, servizio o idea, ma anche persuadere, cioè orientare le preferenze, stimolare il desiderio, indurre alla scelta, in altri termini creare la necessità di acquistare e farsi preferire all’eventuale competitor. Il compito del copywriter, che già sarebbe abbastanza impegnativo, si complica ulteriormente quando si aggiunge la necessità di ricordare, cioè mantenere alta l’attenzione sul brand, rafforzando la relazione nel tempo, e soprattutto rassicurare, consolidando la fiducia nei confronti del brand attraverso la coerenza tra messaggio e realtà.
I modelli teorici
La letteratura scientifica aiuta notevolmente il compito, offrendo numerosi modelli interpretativi del funzionamento della pubblicità. Già dalla fine del XIX secolo, secondo il modello AIDA (Elias St. Elmo Lewis), il messaggio pubblicitario efficace deve attirare l’attenzione (Attention), suscitare interesse (Interest), stimolare il desiderio (Desire) e spingere all’azione (Action). Nel corso del secolo scorso, le teorie si sono moltiplicate, così come l’attenzione per i dettagli nella costruzione dei messaggi: si pensi agli spot televisivi sulle reti commerciali, dove a causa degli elevati costi, bisognava (e ancora bisogna) sfruttare ogni frazione di secondo.
Nel 1986, Petty e Cacioppo elaborano il modello della probabilità di elaborazione (in inglese Elaboration Likelihood Model), che descrive due modi diversi di elaborazione delle informazioni, in base alla motivazione e alla capacità cognitiva del ricevente, distinguendo tra
percorso centrale (messaggi elaborati criticamente dal destinatario) e percorso periferico (adesione superficiale legata a elementi come estetica, musica, testimonial).
Il prof. Codeluppi, nel 2001, elabora il modello delle leve motivazionali, che distingue gli stimoli all’acquisto in due macro categorie, quelle razionali (es. prezzo, funzionalità) e quelle emozionali (es. status, sogno, appartenenza).
Un solo messaggio, ma declinato
La cornice, già abbastanza complessa, si complica ulteriormente quando si prende in considerazione la pluralità di forme espressive, aggregatesi nel tempo e dunque mai così numerose:
– Media tradizionali: stampa, affissioni, radio, televisione.
– Digital advertising: social media, banner, video online, native advertising.
– Branded content e storytelling: contenuti narrativi che integrano il prodotto in un racconto più ampio.
– Esperienziale: eventi, installazioni, progetti culturali.
– Influencer marketing e PR: promozione attraverso la mediazione di soggetti percepiti come autorevoli o autentici.
La sfida cruciale per i brand consiste nel costruire strategie integrate, capaci di declinare un messaggio unico e coerente attraverso i diversi canali.
Brunello Cucinelli: un advertising basato su valori
Il caso Cucinelli permette di osservare un’applicazione atipica ma efficace dei principali modelli della comunicazione pubblicitaria. Brunello Cucinelli ha fondato il proprio marchio sull’idea di un capitalismo umanistico, in cui il profitto si accompagna alla responsabilità sociale, alla bellezza, alla dignità del lavoro. Il borgo di Solomeo, sede dell’azienda, non è solo luogo produttivo, ma manifesto di un’utopia realizzata, in cui si fondono attività economica, cultura e comunità.
Questa brand identity si riflette sulle campagne pubblicitarie dell’azienda, poche ed essenziali, sobrie, ma decisamente non banali. L’advertising di Cucinelli non mira a sollecitare un consumo immediato, ma a comunicare un’idea di mondo in cui il prodotto è espressione di valori superiori: qualità, armonia, rispetto.
Come afferma la stessa azienda nella presentazione ufficiale delle proprie campagne, «le immagini e le parole che nel corso degli anni hanno accompagnato la comunicazione dell’impresa sono ispirate alla nostra filosofia e ai valori etici per noi più importanti: i principi del Capitalismo Umanistico e dell’Umana Sostenibilità, il vivere in armonia con la natura e tutte le sue creature, la custodia e la trasmissione della cultura, la volontà di agire sempre nel rispetto della dignità umana». Si tratta di una dichiarazione che non è solo un manifesto di intenti, ma la chiave di lettura dell’intero impianto pubblicitario del brand.
Le campagne Cucinelli non si presentano come semplici strumenti di promozione commerciale, ma come espressione di un’identità che va oltre il prodotto, oltre la moda stessa, per collocarsi
nel dominio della cultura e della responsabilità sociale. La pubblicità diventa parte integrante di un progetto di comunicazione integrata che mira a trasmettere la «visione del mondo» dell’impresa, una visione che guarda «con piena fiducia al futuro e con immenso rispetto al passato», come dichiara lo stesso Cucinelli.
Questo approccio si traduce in campagne caratterizzate da immagini eleganti, sobrie, in cui la presenza del prodotto è spesso quasi secondaria rispetto al contesto: un borgo, un paesaggio, un dettaglio architettonico. Il messaggio pubblicitario non urla, ma sussurra. Non stimola l’acquisto immediato, ma invita alla riflessione, alla contemplazione di un ideale. Il consumatore è coinvolto non come semplice destinatario di una proposta commerciale, ma come interlocutore di un racconto che ha radici profonde nella tradizione e nello spirito del luogo.
La forza del racconto autentico
Analizzando le campagne Cucinelli alla luce dei modelli teorici, emerge come esse attivino prevalentemente un percorso centrale, secondo l’Elaboration Likelihood Model. Il destinatario è sollecitato a elaborare il messaggio in modo consapevole, a riconoscere nel brand non solo un’offerta di prodotti di qualità, ma un invito a condividere un sistema di valori. Il percorso periferico (immagini raffinate, estetica elegante) è presente, ma non sostituisce il contenuto profondo del messaggio.
Anche il modello AIDA trova in questo caso un’applicazione originale: l’attenzione viene catturata non da stimoli forti o clamorosi, ma dalla coerenza estetica e dalla bellezza discreta delle immagini. L’interesse è stimolato dalla narrazione etica e culturale, il desiderio nasce dall’aspirazione a far parte di un mondo fatto di armonia e responsabilità. L’azione (l’acquisto) non è sollecitata da call to action espliciti, ma rappresenta la conclusione naturale di un percorso di identificazione e condivisione valoriale.
Le leve motivazionali e il posizionamento
Il caso Cucinelli offre un esempio illuminante anche in relazione alle leve motivazionali. A dominare sono le leve emozionali: il desiderio di appartenenza a un universo valoriale coerente e nobile, l’aspirazione a uno stile di vita che coniughi bellezza, etica e cultura. Accanto a queste, le leve razionali (la qualità dei materiali, l’artigianalità, la filiera etica) agiscono come rinforzo e conferma della bontà della scelta.
Il posizionamento del brand si fonda su una strategia di differenziazione che punta sulla qualità intrinseca del prodotto e sulla qualità morale del progetto imprenditoriale. La pubblicità non è uno strumento per conquistare quote di mercato attraverso la competizione sui prezzi o sulla novità effimera, ma un mezzo per consolidare un’identità distintiva e durevole.
Il messaggio come patrimonio culturale
Le campagne Cucinelli sono un esempio di come la pubblicità possa diventare racconto culturale e strumento di trasmissione di valori universali. Nelle parole della stessa azienda, «su
questi pilastri del passato cerchiamo di costruire ogni giorno con umiltà, gentilezza e fiducia, sentendoci un po’ come dei custodi dei valori universali in cui crediamo e che siamo sicuri illumineranno il cammino di tutti noi».
Questa dimensione “alta” del messaggio pubblicitario si traduce in scelte stilistiche e comunicative coerenti: la centralità del borgo di Solomeo come luogo simbolico e reale, la scelta di campagne fotografiche che esaltano la bellezza discreta del paesaggio umbro e l’assenza di messaggi urlati o promozioni aggressive. Il prodotto stesso viene presentato come naturale espressione di un progetto etico ed estetico, senza bisogno di enfatizzazioni o eccessi.
“La Natura è una guida dolce, prudente e giusta”
La campagna FW21 di Brunello Cucinelli si sviluppa attorno al concetto di “Natura come guida”, un principio che si riflette in ogni aspetto della comunicazione del brand. Questo messaggio viene trasposto in vari formati e linguaggi, adattandosi ai diversi canali di comunicazione per raggiungere efficacemente i diversi pubblici. Anche se il soggetto resta il medesimo, il modo di rappresentarlo varia a seconda del media.
– Sul sito ufficiale, la campagna si presenta attraverso un lookbook digitale che combina immagini della collezione con citazioni filosofiche e testi che richiamano l’ispirazione alla natura e alla riflessione interiore. Le immagini, caratterizzate da toni neutri e ambientazioni naturali, trasmettono un senso di serenità e connessione con l’ambiente. Il sito funge da punto centrale, dove il messaggio viene presentato in modo completo e articolato.
– Sui social media, come Instagram e Facebook, la campagna assume una forma più dinamica e interattiva. Vengono condivisi contenuti visivi e testuali che invitano il pubblico a riflettere sul messaggio. Ad esempio, su Facebook è stato pubblicato un post che invita gli utenti ad abbracciare le emozioni di un viaggio senza meta, scrivendo nel proprio diario i racconti di location in cui la natura ha un ruolo predominante. Questi contenuti sono progettati per stimolare l’engagement e la partecipazione attiva del pubblico
– Su Youtube, sfruttando il formato video per creare un’esperienza emozionale più profonda e coinvolgente attraverso immagini suggestive e un ritmo narrativo lento che riflette la filosofia di armonia con la natura e il valore del tempo.
– Sulla carta stampata, dove si ricorre all’immagine delle pecore che pascolano in un paesaggio invernale naturale incontaminato. Lo scatto pubblicato nelle pagine delle principali riviste di moda e lifestyle di fascia alta incarna perfettamente il legame di Brunello Cucinelli con l’artigianato, la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente. La scelta di un soggetto così semplice, rappresentativo e autentico diventa un potente strumento di comunicazione, evocando emozioni di purezza, armonia e un ritorno a ritmi più lenti e consapevoli. Attraverso la carta stampata, dunque, la campagna si presenta in una veste elegante e meditativa, capace di catturare l’attenzione di un pubblico sofisticato e sensibile ai valori etici e culturali, in linea con la filosofia del brand.
– Anche attraverso eventi e comunicazioni offline, come mostre o presentazioni, la campagna viene declinata per raggiungere un pubblico che potrebbe non essere attivo sui canali digitali. Questi eventi offrono un’esperienza diretta e immersiva del messaggio della campagna.
Un modello anche per la comunicazione politico-istituzionale
Il caso Cucinelli offre interessanti spunti per il mondo della comunicazione politica e istituzionale. Anche in questo ambito, infatti, la sfida principale consiste nel costruire un legame di fiducia autentica tra istituzione e cittadino, tra rappresentante e rappresentato. Come il brand Cucinelli (quindi un’istituzione) e Brunello Cucinelli (quindi il politico) possono rafforzare la propria legittimazione puntando su:
– Coerenza tra messaggio e azione: come l’impresa umbra, anche un’istituzione deve comunicare solo ciò che realmente intende e può realizzare.
– Valori come fondamento del racconto: il messaggio deve partire da un sistema di valori condivisi e riconoscibili.
– Sobrietà come cifra stilistica: un linguaggio sobrio e rispettoso può risultare più efficace di una comunicazione aggressiva e gridata.
– Territorio come elemento identitario: così come Solomeo è parte integrante del racconto Cucinelli, anche il territorio può essere protagonista della narrazione istituzionale.
Oltre la pubblicità
In conclusione il caso Brunello Cucinelli dimostra come la pubblicità possa essere molto più di uno strumento di promozione commerciale. Essa può trasformarsi in racconto civile, in espressione di un progetto culturale, in strumento di costruzione di un legame profondo e autentico con il pubblico. La coerenza tra messaggio, valori dichiarati e pratica d’impresa rappresenta la chiave del successo comunicativo del brand.
La lezione che se ne può trarre è valida anche per il mondo delle istituzioni: solo un messaggio autentico, coerente e rispettoso può generare fiducia e consenso duraturo. La pubblicità, in questo senso, diventa un atto di responsabilità e un’occasione per contribuire alla costruzione di un immaginario collettivo positivo.
Bibliografia
CODELUPPI VANNI, 2001, Reclame! Storia della pubblicità in Italia, Carocci Editore, Roma.
CUCINELLI BRUNELLO, 2018, Il sogno di Solomeo. La mia vita e l’idea del capitalismo umanistico, Feltrinelli, Milano.
KOTLER PHILIP, KELLER KEVIN LANE, 2016, Marketing Management, Pearson, Milano.
LEWIS E. ST. ELMO, 1903, Catch-line and argument, The Book-Keeper Press.
PETTY RICHARD E., CACIOPPO JOHN T., 1986, Communication and persuasion: central and peripheral routes to attitude change, Springer-Verlag, New York.
MATERIALI UFFICIALI BRUNELLO CUCINELLI, 2024, Le nostre campagne, consultabile su https://www.brunellocucinelli.com/it/campagne
BRUNELLO CUCINELLI, 2021, Post Facebook campagna FW21, consultabile su https://www.facebook.com/BrunelloCucinelli/posts/the-new-fw21-collection-invites-you-to-embrace-the-emotions-of-an-aimless-journe/10159198200145266/
BRUNELLO CUCINELLI, 2021, Immagine pecore campagna FW21, consultabile su https://www.brunellocucinelli.com/it/communication/campaigns/campaign-fw21.html